Intervista: Ilaria Giorgi

Iniziamo un ciclo di interviste che hanno lo scopo di diffondere le idee e i progetti di artisti che sono presenti sul territorio e che hanno intenzione di costruire, o meglio creare, una parte di loro stessi attraverso l'arte. Quello che leggerete tra qualche riga è il risultato di una chiacchierata informale avvenuta con la violoncellista Ilaria Giorgi di Rogno.

ACVC: Buongiorno e benvenuti alla nostra intervista. Oggi abbiamo il piacere di incontrare una donna eccezionale, una violoncellista il cui talento ha toccato molte anime. Ci racconterà la sua storia unica e coinvolgente. Cominciamo dall'inizio: ci parli di te e di come sei diventata la persona che sei oggi.

Ilaria: Buongiorno e grazie per avermi invitata. La mia storia è un po' insolita, come vi ho accennato prima dell'intervista. Ho sempre avuto una sorta di connessione con ciò che è diverso, come se provenissi da un altro pianeta, questo spirito curioso mi ha portato a compiere scelte di vita non convenzionali sin da giovane: ho abbracciato il viaggio, la musica e l'arte come mezzi per esplorare il mondo e comunicare con gli altri in un linguaggio universale.

ACVC: È davvero affascinante. Hai menzionato che la tua strada non è stata facile. Come hai affrontato le sfide che la società ha posto davanti a te?

Ilaria: Le scelte che ho fatto non hanno sempre trovato comprensione da parte della società. Sono stata spesso etichettata come strana, come quella che suona un violoncello in modo inconsueto, quella che ha lasciato il suo luogo di nascita per esplorare il mondo. Mi hanno consigliato di seguire percorsi più convenzionali, ma ho sempre seguito la mia passione e il mio istinto. Le sfide sono state numerose, ma ogni ostacolo mi ha resa più forte e determinata.

ACVC: E proprio attraverso la musica hai scelto di comunicare con il mondo. Puoi dirci di più sulla tua carriera musicale?

Ilaria: Assolutamente. La musica è il mio mezzo di comunicazione principale. Ho avuto l'opportunità di collaborare con artisti nazionali e internazionali, suonare con orchestre sinfoniche e gruppi di musica da camera. E' il linguaggio con cui esprimo emozioni profonde e connessioni umane. Ma non mi sono limitata alla musica sola: la mia passione per la comunicazione mi ha portato a scrivere uno spettacolo che parla proprio di questo tema.

ACVC: Parlaci di questo spettacolo. Perché si chiama "COMUNICAZ10N1" e cosa significa per te?

Ilaria: "COMUNICAZ10N1" è un titolo che racchiude molteplici significati. L’inserimento dei numeri 101 non è casuale: se digitiamo sul motore di ricerca Google ERROR: 101 , compare la definizione esatta della tipologia di errore. Si tratta di una mancata connessione tra due entità digitali. Inoltre, ogni "10" rappresenta un passo avanti, un livello superiore di comprensione e connessione, ma il numero "1" finale indica che la base di tutto è l'unità, l'unicità di ciascun individuo nel grande quadro della comunicazione umana. Questo spettacolo racconta la storia di Giacomo, un bambino che impara a comunicare e affronta sfide diverse a ogni fase della vita. È una riflessione sulla nostra capacità di connetterci e comprendere gli altri.

ACVC: Sembrerebbe che lo spettacolo affronti aspetti profondi e complessi della comunicazione umana. C'è qualche momento particolare che desideri condividere con i lettori?

Ilaria: Certamente. Una parte del mio spettacolo si concentra sulle relazioni, in particolare su quelle tra uomini e donne. Si sa che quando si comunica con “Il primo amore” è come inviare un messaggio criptato e sperare che l'altra persona possa "decifrarlo". Ho inserito un momento per far riflettere su quanto possiamo essere differenti eppure così complementari nella comunicazione.

ACVC: Infine, chi vorresti ringraziare per aver reso possibile questo spettacolo e per aver camminato al tuo fianco lungo questo percorso?

Ilaria: Vorrei esprimere la mia gratitudine al mio papà, che mi ha trasmesso l'amore per la musica, e al mio marito Jan Nava, che ha sempre creduto in me e mi ha supportato in questa avventura. Voglio ringraziare mio figlio, fonte di ispirazione continua, e tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile lo spettacolo: Alessandro Gaioni, Paola Romagnoli, Orobica Edizioni Musicali, Associazione Culturale Vallecamonica, gli attori e i musicisti che hanno dato vita alle mie idee. E naturalmente, grazie a tutti gli sponsor che hanno reso tutto ciò realtà.
ACVC: Grazie mille per aver condiviso la tua storia con noi. "COMUNICAZ10N1" sembra essere uno spettacolo coinvolgente e ispirante che affronta aspetti universali della comunicazione umana. Non vediamo l'ora di vederlo.
Ilaria: Grazie a voi per l'opportunità di condividere la mia storia. Spero che lo spettacolo possa ispirare molte persone a riflettere sulla loro comunicazione e a scoprire l'importanza di connettersi con gli altri in modo autentico e profondo.

Concludendo devo ammettere che ho dialogato con una donna dalle idee chiare e dall'indubbia competenza, riunire un consistente gruppo di professionisti per collaborare ad un progetto è un'impresa piuttosto complessa: devono essere messe in campo doti empatiche, relazionali e comunicative non indifferenti. Rimaniamo in attesa di vedere il suo spettacolo per constatare di persona l'entusiasmo e la voglia di esserci della violoncellista.

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